Archivi per la categoria ‘Norme e regolamenti’

PostHeaderIcon 15 giugno 2017: assemblea straordinaria per l’approvazione del nuovo statuto e l’assemblea ordinaria per l’elezione del nuovo consiglio direttivo

Carissimi associati,

il 15 Giugno due importanti eventi coinvolgeranno l’Associazione PAYT Italia: un’assemblea straordinaria per l’approvazione del nuovo statuto e l’assemblea ordinaria per l’elezione del nuovo consiglio direttivo.
Leggi il resto di questo articolo »

PostHeaderIcon INDICAZIONI SULLE PROCEDURE DI RIVERSAMENTO, RIMBORSO E REGOLAZIONI CONTABILI

Pubblichiamo qui di seguito le seguenti documentazioni, consultabili per intero ai seguenti link:

con i quali sono stare definite le procedure per i vari casi di versamenti in eccesso, versamenti a Comuni sbagliati, versamenti a Comune di quote statali e viceversa, che si applicano a tutti i tributi locali, compresa la TARI e la maggiorazione TARES. I testi forniscono indicazioni chiare sulle procedure a fronte di innumerevoli casi verificatisi di questo tipo.

Sul Portale del Federalismo Fiscale é stata prevista un’apposita applicazione informatica telematica, disponibile dal 28 aprile, per il caricamento di tutti i dati da parte dei Comuni. I primi dati, riguardanti, tra l’altro, la maggiorazione TARES, dovranno essere caricati entro il 27 giugno 2016. Nel caso in cui i Comuni li abbiano già trasmessi in altre forme, quali ad esempio e-mail o altro, è stata data indicazione che devono essere comunque caricati nuovamente tutti utilizzando l’applicazione indicata.

PostHeaderIcon SEMINARIO NAZIONALE “LA TARIFFA PUNTUALE NEL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI”

20160225_095930Grande partecipazione al seminario nazionale organizzato da PAYT ITALIA in collaborazione con la CCIAA Milano, dal titolo “La tariffa puntuale nel sistema di gestione dei rifiuti” tenutosi a Milano il 25 febbraio presso la Sala Conferenze di Palazzo Turati.

Sono intervenuti: Anna Scavuzzo, Consigliere con delega ad Ambiente, Agricoltura, Parchi di interesse metropolitano e Politiche giovanili della Città Metropolitana di Milano, Paola Zerbinati – Direzione Generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile della Regione Lombardia, Gaetano Drosi – Presidente PAYT Italia, Davide Pavan – Vice Presidente PAYT Italia, Cristina Carpenedo – Responsabile Ufficio Tributi Comune di Jesolo, Mario Santi – coordinatore gruppo di lavoro Misurazione e censimento PAYT Italia e Giorgio Ghiringhelli di PAYT Italia.
Rappresentanti della politica nazionale e di amministrazioni della Lombardia si sono confrontati sui temi:

  • Normative attuali e in corso di definizione relative alla tariffa puntuale dei rifiuti
  • Sistemi di misurazione puntuale e loro applicazione
  • Tariffazione puntuale dei rifiuti per le attività economiche ed evoluzione della normativa di settore.

Il programma dell’evento è consultabile al seguente link. I materiali relativi agli interventi dei relatori sono  disponibili a questo link.

Leggi il resto di questo articolo »

PostHeaderIcon SEMINARI DI PAYT ITALIA SULLA TARIFFA PUNTUALE A POTENZA IL 27 MAGGIO

invito-basilicata-4-sponsor

 

Invito EVENTO Basilicata

manifesto-basilicata

Modulo iscrizione e richiesta informazioni_BASILICATA

 

Sito ANCI

 

ISCRITTI al 18/05/15: 30

PostHeaderIcon Emendamenti sulla TARI approvati nelle Commissioni Bilancio-Finanze

Le Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati hanno approvato il 3.4.2014 alcuni emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto-legge 6 marzo 2014, n.16 recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale

  Al comma 1, sostituire la lettera e) con le seguenti:
  e) al comma 649, il secondo periodo, è sostituito dai seguenti: «Per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani, nella determinazione della TARI, il comune disciplina con proprio regolamento riduzioni della quota variabile del tributo proporzionali alle quantità di rifiuti speciali assimilati che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo, direttamente o tramite soggetti autorizzati. Con il medesimo regolamento il comune individua le aree di produzione di rifiuti speciali non assimilabili e i magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati all’esercizio di dette attività produttive, ai quali si estende il divieto di assimilazione. Al conferimento al servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani di rifiuti speciali non assimilati, in assenza di convenzione con il comune o con l’ente gestore del servizio, si applicano le sanzioni di cui all’articolo 256, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006.»
  e-bis) il comma 661 è abrogato.
2. 62. (Nuova formulazione)
  Al comma 1, dopo la lettera e), aggiungere la seguente:
  e-bis) al comma 652, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nelle more della revisione del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, al fine di semplificare l’individuazione dei coefficienti relativi alla graduazione delle tariffe il comune può prevedere per gli anni 2014 e 2015 l’adozione dei coefficienti di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica 158, Allegato 1, tabelle 2, 3a, 3b, 4a e 4b, inferiori ai minimi o superiori ai massimi ivi indicati del cinquanta per cento e può altresì non considerare i coefficienti di cui alle tabelle 1a e 1b del medesimo Allegato 1.»

PostHeaderIcon Circolare MEF sulla TARI

Rendiamo disponibile una circolare del MEF sulla TARI. Interessante l’ultimo periodo sulla possibilità di emettere acconti TARI.
NOTA TARI

PostHeaderIcon Emendamento alla TARI sugli assimilati proposto dal Gruppo

PROPOSTA DI EMENDAMENTO

Il comma 661 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 è così sostituito:

661. La quota variabile del tributo non è dovuta in relazione alle quantità di rifiuti assimilati  che il produttore dimostri di avere avviato al recupero, secondo le modalità e i termini fissati dal regolamento comunale.”

Motivazione:

L’esenzione per un produttore di rifiuti assimilati avviati al recupero è inaccettabile perché qualsiasi soggetto presente sul territorio usufruisce dei servizi ambientali che non sono solo legati alla raccolta e smaltimento di rifiuti assimilati.

Inoltre, il fatto che un produttore dimostri di avviare al recupero alcune tipologie di rifiuto assimilato, non vuol dire che non stia conferendo al circuito di raccolta urbana altri rifiuti (si veda ad esempio il rifiuto urbano indifferenziato con il codice CER 200301).

Non potendo quindi escludere che un soggetto che produce rifiuti assimilati possa produrre anche rifiuti urbani e che per questi la titolarità del regime di privativa spetta solo ai comuni,  i costi per i servizi di raccolta, trasporto e smaltimento devono essere comunque considerati nella determinazione della tariffa per tali soggetti. Dal tributo TARI si dovrà quindi dedurre una quota legata ai rifiuti avviati al recupero il cui minor costo per il comune si ripercuote sulla sola quota variabile.

GRUPPO TARES/ ASSOCIAZIONE PAYT ITALIA

 

PostHeaderIcon TARI E RIFIUTI ASSIMILABILI: ANCORA CONFUSIONE

Il nuovo DL “Salva Roma” contiene alcune novità che riguardano anche la TARI. In particolare l’ art. 3

(Rifiuti speciali avviati a recupero + abrogazione 679)

1. All’articolo 1, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 649 l’ultimo periodo è soppresso;

b) al comma 679 la lettera f) è soppressa.

Il periodo a cui si riferisce il comma a) è quello che riguarda la possibilità di concedere le riduzioni in base alla quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.

Premesso che hanno tolto una parte del comma 649 chiaro e applicato per prassi da anni e hanno lasciato un comma che “volutamente” doveva scatenare la ridda interpretativa dei vari esperti del settore, ritengo però che anche il 661 sia chiaro.

E’ pur vero che il periodo soppresso nel 649 ( “Per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani, nella determinazione della TARI, il comune, con proprio regolamento, può prevedere riduzioni della parte variabile proporzionali alle quantità che i produttori stessi dimostrino di avere avviato al recupero.”) indicava chiaramente come gestire la riduzione: solo su parte variabile e solo in proporzione ai rifiuti avviati al recupero; ma il fatto che adesso rimanga il solo comma 661 a dirimere la questione non vuol dire, come si sta dicendo da più parti, che chi avvia i rifiuti assimilati al recupero non deve pagare il tributo.

Il comma 661 recita: “Il tributo non è dovuto in relazione alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.”

Di certo non può essere interpretato come un’esenzione: si parla di “un non dovuto in relazione a una quantità” e se il legislatore avesse voluto esentare,  avrebbe dovuto scrivere “Il tributo non è dovuto per i produttori che avviano al recupero rifiuti assimilati”, visto che la lingua italiana lo permette.

Fermo restando questo significato (che non è un’interpretazione), chi ci dice che i rifiuti assimilati avviati al recupero siano i soli che quel produttore produce? E gli altri rifiuti (diversi dagli speciali) che non manda al recupero (gli indifferenziati, ad esempio il cer 200301): chi è in grado di dire che quel produttore non li conferisce al servizio pubblico di raccolta?

Il produttore di rifiuti assimilabili può dimostrare di avviare al recupero dei rifiuti assimilati ma non può dimostrare, a meno di presenza di sistemi di misurazione puntuale, che non sta conferendo altri rifiuti al circuito di raccolta urbani.

Se il gioco dell’interpretazione dovesse puntare al drastico significato dell’esenzione, qualsiasi soggetto(anche gli uffici) che abbia contratti per l’avvio al recupero di qualsiasi frazione, non dovrebbe più pagare il tributo.

Inoltre in un sistema di gestione integrata di servizi per cui, oltre alla raccolta e smaltimento ci sono altri servizi (vedi lo spazzamento strade), l’esenzione per un’utenza attiva sul territorio non dovrebbe esistere a meno di casi “sociali”. C’è una quota fissa che tutti dovrebbero comunque pagare (il servizio viene effettuato a prescindere da quanti rifiuti si dovranno raccogliere) e una quota variabile che va pagata in proporzione ai rifiuti che, potenzialmente o puntualmente, vengono conferiti.

Mi chiedo, che senso abbia, alla luce di un comma che nel significato della lingua italiana ha una sua chiarezza, scatenarsi nel solito gioco dell’interpretazioni.

E’ vero che le aziende, in talune situazioni, stanno pagando in maniera esagerata e ingiusta, ma non è l’esenzione la soluzione al problema.

Soltanto il giusto dovrebbe essere pagato, ma da tutti.

Gaetano Drosi

Coordinatore Gruppo

 

 

PostHeaderIcon Circolare MATTM sui rifiuti assimilati avviati al recupero

Rendiamo disponibile la circolare pubblicata dal MATTM sulla questione dei rifiuti assimilati avviati al recupero e sulla contraddittorietà dei commi 649 e 661.

Circolare MATTM

 

PostHeaderIcon CHI STABILISCE SE LA MAGGIORAZIONE PAGATA IN RITARDO COMPORTA SANZIONI E INTERESSI?

L’art. 14 del dl 201/2011 definisce la maggiorazione come una componente del Tares le cui regole di determinazione poggiano sulla componente della tariffa rifiuti seguendone presupposto, base imponibile e agevolazioni. La maggiorazione segue la componente tariffaria sui rifiuti in tutte le sue dinamiche e modalità di versamento.

La lettera c) del comma 2 dell’ art. 10  del dl 35/2013 recita: «la maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato è riservata allo Stato ed è versata in unica soluzione unitamente all’ultima rata del tributo».

La maggiorazione, per effetto del dl 35/2013, non è diventata un tributo erariale ma è stata riservata allo Stato: non a caso, per i versamenti con F24, va inserita nella sezione TRIBUTI LOCALI (SEZIONE EL – codice tributo 3955).

In quanto componente di un unico tributo locale, la maggiorazione rientra nella potestà regolamentare da esercitare nel rispetto dei criteri e vincoli normativi che in nessun passaggio pongono un termine di scadenza del tributo Tares;  né tanto meno indicano il 16 dicembre come data ultima di versamento. Gli unici paletti per la maggiorazione sono il canale di versamento e la contestualità di pagamento con l’ultima rata della tariffa.

L’architettura normativa rende legittime le scelte di quei comuni che, basandosi anche sulla circolare n. 1/2013 di interpretazione del dl 35/2013, hanno fissato la scadenza dell’ultima rata dopo il 2013, con l’unico obiettivo di quantificare esattamente gli importi dovuti rispetto alle dinamiche di occupazione e limitare così operazioni di rimborso o compensazione sulle quali nessun aiuto darà lo strumento F24 che, se funziona come la per la quota Stato Imu, non permette di compensare applicando le somme a credito maturate su tributi locali.

La maggiorazione, come la componente rifiuti della Tares, non è un tributo in autoliquidazione, e quindi il relativo pagamento può avvenire solo dopo aver ricevuto i “modelli precompilati” previsti dalla norma. Il ritardo nella consegna di questi modelli, non essendo previste forme di notifica obbligatoria in fase di primo invio, non può comportare applicazioni di sanzioni e interessi per il contribuente esente da colpe.

Se qualche comune, quindi,  ha voluto individuare come scadenza ultima quella del 16.12.2013 fissata dalla Ris. del Dip. delle Finanze,  e,  per effetto di ritardi non imputabili ai contribuenti,  questi non è in grado di pagare entro la data fissata, non si ritiene che possano essere previste forme sanzionatorie in quanto non  esiste il presupposto normativo né regolamentare. In ogni caso non sarà lo STATO ad esercitarle in quanto trattasi di tributo locale.

Facciamo notare che sono molti i comuni dove diversi contribuenti ad oggi non hanno ancora ricevuto gli avvisi TARES con scadenza 16.12.2013 (tra cui Milano) e diversi i comuni che hanno deciso di far pagare la maggiorazione dello 0,30 con l’ultima rata del tributo nel 2014 (tra cui Jesolo (VE) e Cinisello Balsamo (MI).

 

Commento a cura di Cristina Carpenedo e Gaetano Drosi

Simple Calendar